La storia
| Leggenda
vuole Belnome fondato da dissidenti cartaginesi dell'esercito di Annibale
offendente sul Trebbia nel periodo della seconda guerra punica.(218 a.C.)
combattuta fra i romani di Publio Cornelio Scipione e Tiberio Sempronio
Longo. I romani, dopo il difficoltoso guado del fiume, furono facilmente
sconfitti dalla cavalleria e dagli elefanti nemici, e la metà a
stento riparò nella vicina Piacenza, che con Cremona restava il
solo avamposto romano oltre l'Appennino.
Si dice che fosse costruito nel monte di fronte all'attuale abitato ma completamente distrutto da una valanga che probabilmente copri' anche il monastero dei Frati, del quale si ha certezza dell'esistenza da alcuni reperti e testimonianze; alla fine del 1800 gli abitanti di Belnome, spinti come qualcuno vuole dal leggendario tesoro dei frati, scavarono nel punto dove rimanevano le fondamenta e portarono a casa moltissimi mattoni ed una campana in bronzo. Nel Periodo napoleonico la Parrocchia di San Fermo Martire faceva parte della curia di Genova, dai documenti trovati nell'intercapedine del muro della casa di Dino Zanotti mentre si eseguiva la ristrutturazione nel 1976. Si trova traccia di un combattente napoleonico,dal bottone della sua giubba, abilmente ritrovato in uno scavo da Michele Ravera. Il primo Agosto 1896 si costituiva la Società di Mutuo Soccorso, per il sostentamento economico dei soci ai quali venisse meno il raccolto, il bestiame o un membro familiare. Sulla fine del 1800 partirono alla volta dell'America i primi emigranti, fenomeno arrestatosi nei primi anni'20 Il Paese è frazione del Comune di ottone, che all'epoca come per altro adesso, era il fulcro per gli scambi commerciali ; la distanza era ca. 3 ore a piedi percorrendo le mulattiere, uniche vie percorribili prima della costruzione delle strade carrozzabili. Il fenomeno dell'emigrazione riprende inesorabilmente negli anni' 50-60 del 1900 fino al totale spopolamento nel 1970. Nel 1969 il Comune provvede alla realizzazione della strada carrozzabile sino a 3 km dal paese, gli abitanti allora con un'autofinanziamento completano il percorso sino al paese. Nella realizzazione della strada scavando in prossimita' dell'attuale unico parcheggio, poco distante dalla chiesa, si trovarono alcune bare risalenti probabilmente al periodo della prima metà del 1800 visto che rompendosene una si trovarono i resti di un uomo in divisa da , furono riseppellite nell'attuale cimitero. Nel 1911 partirono per la campagna di Libia. Nel 1912-13 è stato costruito l'acquedotto privato tuttora in funzione. Nel 1915 partirono per la prima guerra Nella seconda guerra partirono per la campagna di Russia, Africa Nel periodo della Repubblica Sociale il paese era dalla parte dei partigiani, tanto da nascondere il Capitano Partigiano "Tundra"gravemente ferito ad una gamba, la moglie e la figlia per mesi e nascosti in canonica e nei boschi durante il passaggi delle forze tedesche. Nel 1944 nel bosco del "Faiallo" in prossimità della confluenza del rio di Pey ed il Boreca, in un rastrellamento i Nazifascisti incontrarono alcuni partigiani ed infuriò una sparatoria ed il lancio di bombe a mano. Nel luogo della battaglia Michele Ravera ha rinvenuto alcuni bossoli di moschetto 1891/38. Ai primi del 1947 venne installato in cambio della cessione di boschi una centrale per l'energia elettrica, in uso sino al 1982 quando arrivò l'ENEL; la corrente della piccola centrale era sufficiente ad alimentare ca. una lampadina per famiglia, la manutenzione doveva essere fatta con cadenza quasi giornaliero nel periodo autunnale quando il canale di deviazione del corso d'acqua si riempiva di fogliame. Oggi Belnome è abitato da Aprile a Novembre, i suoi abitanti abitano principalmente a Genova,Voghera e Milano. A Genova si e' sistemata gran parte della popolazione, la singolarità della cosa sta nel fatto che sono andati ad abitare praticamente tutti nella stessa via tanto da formare una "piccola belnome" Soprannomi dei ceppi familiari esauriti e ancora in uso: Bacci,
Barbàia, Borrè, Camalli/Tagliàn, Campè, Ciappelè,
Cilli, Gipassi, Dalaia, Magrassi, Mutti, Nunìn, Peutti, Retù,
Soprannomi e traduzioni dialettali ai nomi di persone del passato e del presente: Baciccia,
Besticcu, Camiletta, Capurà, Mersà, Chìna, Cichìn,
Ciocìn, Drìn, Gilla, Gipìn, Jacumin, jacumon,
Elenco dialettale nomi degli attrezzi presenti generalmente nella stalla: Aò=aratro
Elenco attrezzi presenti in casa: Barlìn=borraccia
Abbigliamento: mariollo=maglia
della pelle
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